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07 Settembre

Aggiunto Epilogo

 

 


Prologo

La guerra in Corea

CINA, URSS, E NORD COREA (ROSSO) ONU, USA e SUD COREA (VERDE) CINA, URSS, E NORD COREA (ROSSO) ONU, USA e SUD COREA (VERDE)

PREMESSA

Con al resa del Giappone (agosto 1945) la Corea aveva riacquistato la sua libertà, ma era venuta a trovarsi sotto una duplice occupazione: a nord del 38° parallelo le truppe sovietiche, a sud quelle statunitensi. Tale occupazione finì per determinare la nascita di due Stati: la Repubblica di Corea, a sud, e la Repubblica popolare di Corea a nord. Dopo ripetuti scontri  di frontiera, il 25 giugno 1950, i nordcoreani varcarono il 38° parallelo. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu (assente l'Urss) decretò il 27 giugno, un'azione militare contro gli aggressori e invitò le nazioni rappresentate dall'Onu a fornire loro i contingenti.

Il Presidente Truman il 27 giugno, mentre invitava il Consiglio di Sicurezza dell'Onu  a votare le "Sanzioni militari" contro la Corea del Nord, nella sua dichiarazione fra l'altro affermava "Ecco l'invasione comunista. L'attacco contro la Corea mette in chiaro al di là di ogni dubbio, che il comunismo ha ormai superato lo stadio dell'impiego di misure sovversive per conquistare le Nazioni indipendenti e che userà da ora l'invasione armata e la guerra".

Con gli Stati Uniti numerosi altri Paesi, tra cui la Gran Bretagna, Canadà, Turchia, annunciarono i loro contributi. Comandante delle forze dell'Onu in Corea fu nominato il generale americano Douglas MacArthur. L'avanzata nord-coreana fu arrestata soltanto a partire dal mese di settembre. Quando le forze dell'Onu supereranno il 38°  parallelo (ottobre), contingenti di "volontari" cinesi intervennero in aiuto della Corea del nord. Alla fine del marzo 1951 le operazioni militari avevano raggiunto un punto morto e il fronte era stato ristabilito lungo il 38° parallelo. Il 10 luglio furono avviati i negoziati per porre fine alle ostilità. Le trattative si conclusero solo il 27 luglio 1953 con la firma di un armistizio. Il confine fra la Corea del Nord e la Corea del Syd veniva riportato lungo il 38° parallelo.
(Da Storia mondiale degli ultimi cinquant'anni. Avvenimenti. 1949-1953)

OBIETTIVI DEI BELLIGERANTI


Fra il 1949 e il 1950 le tensioni all’interno della Corea erano aumentate a causa delle difficoltà di trovare un compromesso, che permettesse la riunificazione della Corea. La guerra civile scoppiò quando Kim Il Sung ordinò all’esercito nord-coreano di invadere il Sud, prendendo a pretesto il rifiuto del presidente della Corea del Sud di accettare le elezioni generali per la riunificazione del paese.

LA SITUAZIONE

Nel clima esasperato della guerra fredda e della conseguente crescente tensione fra Stati Uniti e Unione Sovietica, la questione coreana sembrava non trovare una soluzione accettabile per le due parti: possedimento giapponese dal 1910, la Corea era stata divisa al termine della seconda guerra mondiale in due zone di influenza e di occupazione, russa e americana, a nord e a sud del 38° parallelo.

Le due nazioni vincitrici avrebbero dovuto assicurare e difendere il cammino del paese verso la democrazia, attraverso libere elezioni: già nel 1947 gli Stati Uniti avevano chiesto all’ONU di verificare le possibilità di unificazione del paese. L’anno successivo, però, il confine del 38° parallelo era divenuto definitivo: al nord si era difatti costituita la Repubblica Popolare di Corea sotto la guida di Kim Il Sung, comunista e filosovietico, mentre al sud Syngma Rhee era stato nominato presidente della Repubblica di Corea. Il nord aveva come capitale Pyogyang, il sud Seoul.

La situazione nello scacchiere si aggravò con la costituzione nel 1949 della Repubblica Popolare Cinese; nel settembre dello stesso anno la commissione dell’ONU concludeva i suoi lavori, dopo il fallimento di tutti i tentativi i unificare il paese, ammonendo sui pericoli di un’imminente guerra civile, già preannunciata dalla continua serie di scaramucce di confine fra i due eserciti.


LO SCONTRO ARMATO

1950

Nella notte del 25 giugno l’artiglieria del nord aprì il fuoco per preparare l’attacco di circa 80.000 uomini diretto verso Seoul. L’ONU convocò immediatamente il Consiglio di Sicurezza e, fallito il tentativo di far sospendere le operazioni, offrì il suo aiuto al paese attaccato (l’URSS in quel momento era assente dal Consiglio in segno di protesta contro il mancato riconoscimento della Cina Popolare da parte dell’ONU).

Agli Stati Uniti, che già avevano spostato nella zona la settima flotta, si affiancarono 17 paesi aderenti all’ONU, fra cui Gran Bretagna, Australia, Canada e Turchia. Sotto la guida del generale Douglas MacArthur le truppe dell’ONU riuscirono a rallentare l’avanzata nemica, dilagata nella Corea del sud dove resisteva solo la testa di ponte di Pusan, per poi riprendere l’iniziativa con una controffensiva lanciata il 25 settembre con lo sbarco a Inchon, che in breve ricacciò gli invasori sino alle frontiere della Cina.

Fino a quel momento la Cina aveva osservato una rigida neutralità, preannunciando però il suo intervento se le truppe dell’ONU avessero superato il 38° parallelo e minacciato il confine cinese. Inviò pertanto in Corea oltre 180.000 "volontari", che in breve ricacciarono le truppe dell’ONU al di là del 38° parallelo facendo svanire le speranze di MacArthur in una facile vittoria.

1951
All’inizio del 1951 il fronte venne stabilizzandosi, mentre MacArthur lanciava i suoi cacciabombardieri a reazione – utilizzati per la prima volta in un conflitto in campo aperto – contro le basi nemiche in territorio cinese. Il presidente americano Harry Truman, che sino a quel momento aveva appoggiato la conduzione della guerra di MacArthur, nel timore di un allargamento del conflitto (McArthur si dichiarò più volte favorevole all'uso delle armi nucleari) preferì sostituirlo con il più moderato Matthew B. Ridgway, iniziando pochi mesi dopo trattative fra le parti per una conclusione concordata del conflitto.

Un trattato di pace lungo 45 anni

1953
In giugno e luglio cominciarono i negoziati di pace a Panmunjon.
Dopo due anni di lavori, spesso interrotti, il 27 luglio veniva firmato a Panmunjon un armistizio che, sancendo il ritorno allo status quo lasciava inalterata la questione centrale dell’assetto del paese: la Corea rimase divisa e il confine fu riportato al 38° parallelo, cioè dove era stato fissato nel 1948.


1991
accordo di non aggressione e di cooperazione economica

2008
Le trattative per la riunificazione delle Coree sono tuttora in corso.


CONSEGUENZE

 

La guerra di Corea spinse gli Stati Uniti a intensificare la propria azione tesa a circondare i paesi comunisti con un cordone di alleanze politiche e militari. Nel 1951 fu firmato il trattato di pace con il Giappone e fu stipulato il Patto di sicurezza nel Pacifico con Australia e Nuova Zelanda, mentre in Europa si iniziò il riarmo della Germania e aiuti economici furono concessi alla Spagna franchista e alla Jugoslavia, in rotta con l’URSS.